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Comunicato stampa
Prc: “Per una Cerveteri migliore, diciamo no al centro commerciale”
Il P.R.C. da sempre è contrario alle ipotesi di costruzione dei mega centro commerciali come quello che è stato proposto in località Zambra. A livello locale, la nostra critica, proviene già dal 1998, quando, grazie alla precedente amministrazione di centrodestra, il commissario adottò una variante al Prg propedeutica al "Patto Territoriale degli Etruschi". Da allora, sotto la cenere, la brace dei "Patti territoriali" è stata sempre alimentata; il centrodestra l’aveva messa pure nel suo programma di governo delle comunali. Per questo motivo, in sede di maggioranza non abbiamo condiviso la scelta monocratica di richiedere una conferenza dei servizi. Il P.R.C. di Cerveteri e Ladispoli è per un approccio politico e di gestione del territorio di alternativa; proponiamo che le scelte sul commercio siano improntate da una seria programmazione di comparto, sulla valorizzazione dei centri commerciali naturali, senza escludere a priori la possibilità per i Cittadini di avvalersi di servizi e di strutture di moderna concezione. Noi siamo per il lavoro sostenibile e rivendichiamo, la nostra funzione di argine nei confronti delle pressioni che strumentalizzano la disoccupazione e che vengono ostentate con argomenti fallaci o retorici. Tutti sappiamo che troppo spesso la conversione territoriale serve piuttosto per conseguire scopi di vecchia politica territoriale che da sempre invece frenano lo sviluppo sostenibile della nostra città policentrica. Tali iniziative "gonfiano" sempre più l’offerta lavorativa e la formazione di professioni, mestieri e specializzazioni anche d’indotto verso le monoculture dell’edilizia edile e della precarietà. Per uscire dalla crisi economica con porzioni maggiori di civiltà sul nostro comprensorio, occorre spingere gli investimenti sulle vocazioni territoriali, sull’agricoltura, sul turismo, sul retaggio storico, sulla valorizzazione del litorale e dei veri fabbisogni; proponiamo quindi maggiore attenzione per un concreto avvio dell’area artigianale e per un serio piano per l’edilizia economica e popolare. Se si dovesse dare corpo ai metri cubi contenuti nel Patto Territoriale, chiamato impropriamente degli "Etruschi" e quasi tutti concentrati davanti a Cerenova, tutto questo sarà compromesso. Occorre limitare alle effettive emergenze della città le logiche concertative, non si può permettere che lo sfruttamento della rendita fondiaria, determini un consumo indiscriminato di territorio agricolo, cioè di un bene che un volta compromesso non è più riproducibile. Da quando governa l'attuale amministrazione, insieme anche ad alle altre componenti di maggioranza, abbiamo sempre sostenuto queste idee e quanto sottoscritto nel programma elettorale: c’è necessità di un nuovo impianto urbanistico di tipo partecipativo; noi siamo per il lavoro nel comparto dell'edilizia armonizzato in un quadro di riqualificazione non solo della città ma anche dei saperi. Da questo deriva la nostra forte e decisa e antica avversione alla variante urbanistica del Patto Territoriale e quindi al centro commerciale a Zambra, di ogni strumento invasivo tendente a stravolgere persino il senso di appartenenza alla città, che congestiona il territorio, che non incrementa i servizi per la collettività. Per questi motivi, raccogliamo la sfida che è stata lanciata nell’ultimo consiglio comunale: proponiamo in armonia con la DG della Regione Lazio n° 86068 del 10/07/07, con la sentenza del Consiglio di Stato n. 2418/2009 (Reg. Dec. N. 7320 Reg. Ric. Anno 2005), e visto il Piano di Gestione Unesco, che il consiglio comunale valuti la possibilità per un percorso di revoca delle delibere comunali di adozione alla variante al Prg. Nel frattempo abbiamo dato il nostro contributo, sottoscritto e protocollato in Regione insieme agli altri partiti della coalizione le osservazioni per mandare a Valutazione d'Impatto Ambientale il progetto di centro commerciale e stiamo anche facendo incontri con le sigle sindacali. Non ci risulta che altri specie nel centrodestra abbiano fatto questo. Rifondazione Comunista è concretamente impegnata per la salvaguardia della nostra città policentrica. Per una città che sappia vivere e rispettare il suo territorio, che conservi le sue peculiarità, che sappia tutelare sia il lavoro che il benessere dei cittadini. Per il bene di una comunità che possiede identità, dignità e aspirazioni che valgono molto di più degli oneri di urbanizzazione previsti nel progetto del Centro Commerciale. Per tutte e tutti noi.
Partito della Rifondazione Comunista di Cerveteri - Ladispoli
Martedi 02 February 2010
Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Roma
SFRATTI: Nicotra (PRC) “dal Governo insensibilità a dramma sociale”
“La decisione del governo Berlusconi di non prorogare la sospensione degli sfratti per finita locazione, decisione assunta per la prima volta dopo molti anni, rischia di mettere in mezzo alla strada migliaia di nuclei familiari a basso reddito e, in un periodo di grave crisi economica, si configura come una scelta irresponsabile che denota una preoccupante insensibilità verso un problema drammatico. Aderiamo, per questo, al presidio che si terrà domani venerdì 29 gennaio, alle ore 16.00, sotto il Ministero delle Infrastrutture, per chiedere la proroga per la sospensione degli sfratti per finita locazione, per estendere tale sospensione anche a quelli per morosità incolpevole e per l’immediata istituzione della commissione per la graduazione degli sfratti prevista da una recente legge regionale. Chiediamo con forza, inoltre, l’attivazione di una diversa politica sociale sulla casa che garantisca a tutti il sacrosanto diritto all’abitare.”
Roma, 28 gennaio 2010
Impedire il ritorno della destra che proseguirebbe la devastazione della nostra regione
“Ancora oggi i cittadini del Lazio pagano i danni prodotti dalla giunta Storace, in particolare nella sanità, dove persino la magistratura è dovuta intervenire più volte e sta tuttora indagando.” E’ quanto dichiara Loredana Fraleone, segretaria della Federazione della Sinistra.
“La Polverini, - aggiunge Fraleone - candidata nelle regionali per il centrodestra, ha svolto il ruolo di consulente per Storace, mentre L’attuale leader dell’UDC Ciocchetti faceva parte come assessore all’urbanistica e alla casa di quella maggioranza. La Polverini ed i suoi alleati si possono sconfiggere con una coalizione, che senza ambiguità rilanci la sanità pubblica, ridisegni l’economia laziale per contrastare la crisi che sta devastando occupazione e diritti, rilanci l’ambiente come risorsa, anche occupazionale, nell’ottica della difesa della salute del territorio e dei cittadini.”
“La Federazione della Sinistra del Lazio (PRC, PdCI, Socialismo 2000, Lavoro-Solidarietà), - conclude Fraleone - fa appello a tutte le forze politiche ed associative, che si riconoscono in questi obiettivi, a rompere gli indugi e avviare un’efficace azione politica per impedire il ritorno della destra che proseguirebbe la devastazione della nostra regione.”
Santa Severa - Consorzio Ri-Rei:
Rifondazione Comunista: Quelle lavoratrici e quei lavoratori si stanno battendo per difendere i diritti di tutti noi.
La Federazione provinciale di Civitavecchia del Partito della Rifondazione Comunista, solidarizza con le lavoratrici e i lavoratori del Consorzio Ri-Rei. che in questi giorni stanno patendo il freddo sul tetto della struttura ex Anni Verdi di S. Severa. La protesta che queste lavoratrici e lavoratori stanno portando avanti, è per ottenere ciò che è giusto per loro, cioè due mesi di stipendio, la tredicesima e di contrastare le procedure di licenziamento. Ma quella lotta, è contro chi vuole licenziare il buon senso e la civiltà da questo paese e quindi riguarda tutti noi e sopratutto gli assistiti che si avvalgono dei servizi che solo quelle lavoratrici e quei lavoratori sono capaci di erogare.
Comunicato stampa
del Circolo di Cerveteri e Ladispoli
CERVETERI: RACCOLTA DIFFERENZIATA E ZONA ARTIGIANALE
TUTELA AMBIENTALE E LAVORO
In questi ultimi giorni, a beneficio di tutto il territorio del Comune di Cerveteri, hanno preso corpo due cose importanti. La raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta” e l’approvazione della zona artigianale. La prima riguarda una tappa importante non solo sul versante della salute e della tutela ambientale, ma anche della gradevolezza turistica dei nostri centri abitati. “Monte Cupinoro” infatti continua a sovrastare, sia il paesaggio che una parte delle nostre risorse idriche. La nuova gestione dei rifiuti, che per adesso interessa solo il centro cittadino del capoluogo e la comunità di Valcanneto, presto verrà adottata su tutto il territorio. Si tratta di un metodo di conferimento che comporterà una modifica sostanziale delle nostre abitudini e per questo, come accade per tutte le novità, a fronte di notevoli benefici, ci sarà da fare i conti con qualche disagio. Grazie alla raccolta “porta a porta”, progressivamente le nostre strade saranno libere dalla presenza dei cassonetti maleodoranti, da possibili inneschi di incendi, da pericolose esalazioni; non rischieremo di subire sanzioni per il mancato rispetto delle norme nazionali e comunitarie; responsabilmente e a gran voce potremo chiedere agli altri Comuni di adottare lo stesso sistema e la chiusura della discarica nella quale attualmente Cerveteri è uno di quelli che conferisce più rifiuti. Invitiamo quindi tutti i cittadini a sostenere questa iniziativa che è di civiltà e di progresso. L’approvazione in Regione della Variante Urbanistica al PRG per la Zona Artigianale, ci rende molto soddisfatti perché rappresenta l’opportunità per il nostro territorio di avere posti di lavoro specializzati, stabili e che esaltano i saperi. Queste sono scelte che vanno nel senso del programma di governo che, lo ricordiamo, è volto a migliorare la qualità della vita nella nostra città policentrica. Il Circolo del Partito della Rifondazione Comunista - www.rifondazionecerveteri.net, ritiene che si debba continuare su queste basi; nonostante la crisi economica e le penalizzazioni che a livello nazionale il centro destra sta operando in finanziaria sugli enti locali, si possono realizzare cose di buon senso come quelle di cui abbiamo parlato. La crescita può essere sostenuta salvaguardando e valorizzando, senza stravolgerli, il paesaggio e le aree rurali, perché, come ha rilevato la partecipata esposizione dei nostri agricoltori alla prima festa dell’olio, questi sono beni che una volta compromessi non sono più riproducibili.
Dichiarazione di Paolo Ferrero
Segretario nazionale del Prc-Se.
FIl governo risponde con i manganelli alle manifestazioni degli studenti a Roma e a Torino, feriti due dirigenti di Rifondazione Comunista.
Nella giornata in cui tutto il mondo della suola e del pubblico impiego protesta contro la distruzione della scuola pubblica e della ricerca, l’unica risposta del Governo è affidata al Ministero dell’Interno. A Roma, con il pretesto del divieto a manifestare introdotto dal federale di Roma Gianni Alemanno, è stato stamattina caricato un pacifico corteo degli studenti che chiedeva semplicemente di manifestare, a Torino le cariche sono state anche più violente.
A Roma nel corso delle cariche sono stati feriti due dirigenti di Rifondazione Comunista: il presidente del Collegio nazionale di Garanzia ed ex senatore Salvatore Bonadonna e il responsabile nazionale università Fabio De Nardis.
Rifondazione esprime solidarietà alla sacrosanta lotta degli studenti e la più ferma condanna dell’operato del Ministero dell’Interno.
Vogliono metterci il bavaglio
Agguato del governo che prova a stroncare i giornali «di partito, cooperativi e di idee», revocando risorse essenziali ad essi destinate. E’ il nuovo attacco del caudillo al pluralismo dell’informazione, alla libertà di stampa, alla democrazia
di Dino Greco
Ci stanno riprovando. Un emendamento alla legge Finanziaria votato a furor di Popolo della Libertà dalla Commissione Bilancio della Camera "elimina il diritto soggettivo relativo al finanziamento pubblico dei giornali di partito, cooperativi e di idee". Se questo orientamento fosse - come pare più che probabile - confermato in aula e blindato attraverso l'apposizione del voto di fiducia, segnerebbe la fine di decine di testate, i cui editori non potrebbero iscrivere a bilancio questi finanziamenti «e quindi - come nota la Federazione nazionale della stampa italiana - sarebbe preclusa la negoziazione di fondamentali anticipi con le banche». Migliaia di posti di lavoro sarebbero bruciati e il già moribondo pluralismo dell'informazione subirebbe un colpo letale. Si capisce bene da quale fonte sia ispirato questo micidiale affondo. Già un mese fa, nel Consiglio dei ministri, Berlusconi aveva dettato le sue condizioni per un intervento in materia di legge sull'editoria tale da imbavagliare, per quanto possibile, ogni voce che sfugge al suo diretto controllo, dentro e fuori del suo schieramento. Poter tenere stretti nelle sue mani i cordoni della borsa, decidere se, come e a chi destinare risorse pubbliche e agire, una volta di più, il ricatto economico per condizionare la libertà di espressione è l'obiettivo manifesto di questa manovra. E se egli non può ancora usare il rasoio con qualche grossa testata giornalistica, intende tuttavia chiudere il conto con quelle più piccole, più fragili ed esposte. Magari, non con tutte, perché un osso da spolpare lo si può sempre gettare nel recinto degli alleati più fedeli, attingendo al proprio capiente forziere o inventando qualche scappatoia ad hoc . Si rafforza, anche per questa via, un duopolio mediatico che riduce la dialettica ad uno scontro fra potentati, entrambi inclini ad amputare ciò che fuoriesce dai propri confini o che si presenta eccentrico rispetto alle proprie coordinate culturali. Ne rende testimonianza il fatto che, al momento, nessuna voce si leva da altre testate, che se nulla hanno da temere, per se stesse, da questa solenne sforbiciata, dovrebbero avvertire tutto il peso di un attacco alla libertà di stampa contro il quale solo un mese fa avevano chiamato a raccolta i cittadini e le forze democratiche tutte, paventando il rischio di un vulnus gravissimo alla democrazia costituzionale.
Questo rischio oggi sta materializzandosi sotto i nostri occhi. E' un altro pezzo di democrazia che va a ramengo. Per questo daremo battaglia, fino in fondo. Ci auguriamo non in solitudine.
da www.esserecomunisti.it, 4 novembre 2009
In Italia esiste la tortura
di Federica Pitoni
Secondo un rapporto di Amnesty International, le percosse sono ampiamente il più diffuso metodo di tortura tra gli agenti di polizia in oltre 150 paesi. Le percosse vengono inflitte con pugni, bastoni, calci di pistola, fruste improvvisate, tubi di ferro, mazze da baseball, fili elettrici. Le vittime patiscono contusioni, emorragie interne, frattura di ossa, perdita di denti, danni a organi vitali. Molti perdono la vita. Nel leggerlo, la mente non può non andare al ricordo di quanto avvenuto solo pochi anni fa a Genova nella caserma di Bolzaneto. E non può non andare in questi giorni al caso di Stefano Cucchi, alle foto di Stefano che inequivocabilmente ci parlano di torture.
A distanza di 20 anni dalla ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura (Cat) l'Italia, però, resta a tutt’oggi ancora priva di uno specifico reato di tortura nel codice penale. Di conseguenza, gli atti di tortura e maltrattamenti commessi dai pubblici ufficiali nell'esercizio delle proprie funzioni vengono perseguiti – quando vengono perseguiti - attraverso figure di reato ordinarie (lesioni, abuso d'ufficio, falso, ecc.) e puniti con pene non adeguatamente severe e soggetti a prescrizione.
da il manifesto, 30 settembre 2009
Gli italiani corrono di più il rischio della povertà
di Alberto D'Argenzio
Poveri, non solo per la crisi ma da prima. Lo dice il rapporto «Crescita, lavoro e progresso sociale nella Ue» presentato ieri a Bruxelles da Jerome Vignon, capo della Direzione generale sulle politiche sociali della Commissione europea. Lo studio presenta dati del 2007, «ma che valgono anche per l'anno scorso, visto che la tendenza è stabile», spiega il funzionario. Valgano o no (e tra l'altro potrebbero solo peggiorare, data la crisi), sono comunque cifre che inquietano: un italiano su cinque è a rischio povertà. Il 20% della popolazione contro il 17% della media Ue, tre punti in più determinati soprattutto da un vuoto: da noi manca il concetto di reddito minimo, un salvagente piccolo, ma pur sempre un salvagente. In Olanda e Repubblica Ceca solo un cittadino su 10 è povero, peggio di noi stanno solo paesi come Bulgaria, Romania e Lettonia, che possono contare su un'economia ben differente dalla nostra. «In Italia - insiste Vignon - non c'è il reddito minimo, che è un mezzo molto importante per combattere la povertà». Manca da noi e in Grecia, gli altri 25 ce l'hanno e dimostrano che serve, soprattutto se non è simbolico.
mercoledì 01 aprile 2009
Resisti alla crisi!
Oggi forniamo il primo manuale su come resistere alla crisi.