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Lavoro, sciopero della fame
e referendum contro il ddl che svuota l'art. 18
L'approvazione da parte del Senato del disegno di legge 1167-B sarebbe un atto gravissimo. Si tratta di una vera e propria controriforma che mina radicalmente i diritti del lavoro e precarizza ulteriormente i rapporti di lavoro. Gli aspetti profondamente regressivi sono contenuti in tutto il testo, ma in particolare è evidente che la sottrazione al giudice delle controversie sul lavoro, attraverso una clausola compromissoria inserita nei contratti certificati, che affida le decisioni ad arbitri non tenuti al rigoroso rispetto di leggi e contratti collettivi, svuota in radice il sistema di garanzie a tutela dei diritti del lavoro. E' la volontà di sancire la totale subordinazione del lavoro all'impresa. E' un nuovo attacco all'articolo 18.
Per questo motivo crediamo sia necessario, in queste ore in cui sembra precipitare definitivamente la volontà di approvare questa controriforma, compiere ogni atto che possa contribuire a bloccarla. Per questo, come atto estremo di protesta e di sottolineatura della gravità di quanto si sta compiendo, abbiamo deciso di fare uno sciopero della fame. Ma oltre a questo crediamo anche che sia necessario attrezzare da subito una risposta nel caso in cui il Senato approvi la controriforma.
Nel pacchetto di Referendum che stiamo predisponendo, e a cui ha lavorato il professor Alleva, che contengono tra l'altro vari quesiti di contrasto alla precarietà del lavoro, un quesito in particolare è una risposta "preventiva" all'intervento legislativo che si sta predisponendo. Si tratta della richiesta di abrogazione delle procedure di certificazione dei contratti di lavoro, previste dal decreto legislativo 276 del 2003. Quelle procedure cioè su cui si basa tutto l'impianto del ddl 1167-B. E' uno strumento che mettiamo a disposizione di quanti vorranno opporsi con noi ad un attacco ai diritti del lavoro che non ha pari nella storia del nostro paese.
Paolo Ferrero, portavoce della Federazione della Sinistra
Roberta Fantozzi, responsabile nazionale Lavoro del Prc-Se
da il manifesto, 3 marzo 2010
Lazio, il Pdl balla sul vulcano
di A. Fab.
«Devi mostrarti ottimista», le consiglia, le ordina, Silvio Berlusconi che nel pomeriggio la riceva a palazzo Grazioli. E Renata Polverini che ha interrotto la campagna elettorale per dedicarsi al pasticcio delle liste che (in teoria) la sostengono, fa così. «Siamo ottimisti», dichiara all'uscita della residenza del premier, incrociando un viavai di consiglieri giuridici personali che si confondono con i ruoli di governo: prima Ghedini, poi Alfano, ritorna anche Cesare Previti.
da il manifesto 2 marzo 2010
Silenzio, ci sono le elezioni
La Rai chiude l'informazione
di Micaela Bongi
C'è chi, come Bruno Vespa, se la prende con «i programmi settari» - ovviamente non si riferisce a Porta a Porta - ritenendo comunque ingiustificabile l'oscuramento dei talk-show politici nell'ultimo mese di campagna elettorale, a partire da ieri sera. E chi, come Alessio Vinci, conduttore di Matrix, dà invece tutta la colpa alla legge sulla par condicio e alle sue regole «inaccettabili», in linea con il suo editore Silvio Berlusconi.
da il manifesto, 3 marzo 2010
Imprenditori e operai. Quando il lavoro uccide
di Orsola Casagrande
Ancora due suicidi in quello che era il miracoloso nordest. Un magazziniere di Pordenone, di 46 anni, padre di tre figlie, si è tolto la vita dopo aver saputo dal suo datore di lavoro che il contratto in scandenza il 22 aprile non gli sarebbe stato rinnovato. A Padova invece Oriano Vidos, piccolo imprenditore cinquantenne si è ucciso, vittima della depressione che da tre anni (cioè da quando la sua ditta era fallita) lo accompagnava.
da Liberazione, 28 febbraio 2010
Rosarno: il tempo delle arance.
La terra dei diritti dimenticati
di Davide Turrini
Documentazione, controinformazione, verità. Irrompe sugli schermi della Cineteca di Bologna, per la sedicesima edizione di Visioni Italiane, Rosarno - Il tempo delle arance , reportage del collettivo napoletano Insu tv. Telecamere infilate dentro al cuore pulsante degli scontri che hanno insanguinato la città calabrese tra il 7 e il 9 gennaio scorso. Facce, occhi, corpi di immigrati pigiati, affastellati, incazzati.
da il manifesto, 1 marzo 2010
Eurotasse per il «made in colonia»
di Michelangelo Cocco
I prodotti delle colonie ebraiche nella Palestina occupata non potranno essere etichettati come «israeliani». La decisione della Corte europea di giustizia implica che i beni provenienti dai 120 insediamenti (illegali secondo il diritto internazionale) non potranno godere dell'accesso privilegiato al mercato dell'Unione europea garantito alle merci israeliane. Al contrario dovranno d'ora in avanti essere tassati all'ingresso nell'Ue.
da il manifesto, 27 febbraio 2010
Lo sceriffo di condominio
per stanare gli stranieri
di Luciano Muhlbauer *
L'ultima trovata pubblicitaria del duo Moratti-De Corato, quella di trasformare in sceriffi gli amministratori di stabile mediante ordinanza comunale, non solo è repellente, ma è anche un imbroglio. È repellente imporre agli amministratori di stabili e ai portieri di fare la spia nel condominio, pena una multa da 500 euro da parte della polizia locale per «omessa vigilanza». Ed è da bugiardi patentati propagandare l'imbroglio di ordinanze comunali che ricalcano, peraltro in modo poco legittimo, delle norme di legge già esistenti, come nel caso del registro dei contratti d'affitto.
da il manifesto, 27 febbraio 2010
I cassintegrati si fanno
la loro Isola dei famosi
di Costantino Cossu
Giovedì mattina sono entrati nella diramazione centrale del carcere dell'Asinara scortati da una vecchia capra con un corno solo, mascotte di una partita dove in gioco è il futuro. Sono 15 gli operai della Vinyls che sono sbarcati nel porticciolo di Fornelli per un'occupazione simbolica che è l'ultimo degli atti clamorosi compiuti per attirare l'attenzione sul destino di un'azienda, da mesi in stato di liquidazione, che corre il rischio di chiudere. In 120 vivono l'incubo del licenziamento.
da il manifesto, 27 febbraio 2010
Sui microfoni di Radio Popolare
si abbatte la mannaia del governo
di Alessandro Braga
A svelare l'arcano, in diretta, ci pensa un ascoltatore: «Ma come possiamo essere sicuri noi abbonati che non vi siete inventati tutto per iniziare in anticipo la campagna abbonamenti, con la complicità di Tremonti come guest star?». In studio i due conduttori, Massimo Bacchetta e Danilo De Biasio, il direttore di Radio Popolare, ridacchiano. Ma è un riso amaro. Magari fosse così.
da Liberazione, 25 febbraio 2010
La pericolosa deriva
di un Paese allo stremo
di Alberto Burgio
È da tempo che la lettura dei giornali non aiuta il buonumore, ma qualcosa di nuovo in questi giorni accade. Il clima è particolarmente sgradevole e – speriamo di sbagliarci – anche inquietante. La situazione è paludosa. Si ha il sentore di vivere sospesi, come in attesa di uno shock ineluttabile. Il Paese è senza bussola. Sapevamo già di che pasta siano i nostri governanti, affaristi spregiudicati e cinici, sovente incapaci, di norma irresponsabili (basti l’esempio del ministro degli Interni che raccomanda di essere «cattivi» contro gli immigrati).
da L'Espresso, 25 febbraio 2010
"Così ci uccidono"
di Emiliano Fittipaldi
La sua stretta non è vigorosa come ci si aspetterebbe da uno che ha passato una vita in fabbrica. Non è in gran forma, me l'aveva anticipato nella breve chiacchierata al telefono. È malato. Broncopneumopatia.
L´hanno presa anche un sacco di suoi amici, molti colleghi di lavoro. Ma anche vicini di casa. «"Questo libro" lo scrivo anche per te. Per quello che non sono riuscito a dirti ora», ho pensato mentre facevo le scale di corsa, a due alla volta.
da il manifesto, 25 febbraio 2010
I pm: un secolo di carcere
per i picchiatori della Diaz
di Alessandra Fava
Sono passati quasi due anni dalla requisitoria dei pm, luglio 2008. Quasi nove anni dalla notte cilena in cui vennero ferite una sessantina di persone su un centinaio di arrestati. E le pene per i poliziotti che si sono macchiati dell'assalto sanguinoso alla scuola Diaz richieste dai magistrati restano le stesse, nonostante, nel frattempo, siano prescritti alcuni reati. Erano 110 anni circa gli anni chiesti dai pm Francesco Albini Cardona e da Enrico Zucca. Poco più di 110 quelli chiesti ieri in appello dal procuratore generale Pio Macchiavello.
da Liberazione, 20 febbraio 2010
Uscire dalla seconda repubblica
di Paolo Ferrero
In vista delle elezioni regionali di fine marzo, la Federazione della Sinistra in Piemonte ha siglato un’intesa tecnico-elettorale con Mercedes Bresso. Un accordo molto chiaro, che prevede una convergenza con la Bresso sul piano elettorale, allo scopo di costruire un fronte largo capace di battere la destra, ma allo stesso tempo una divergenza sul piano dei contenuti, che porterà la Federazione della sinistra a presentare un proprio programma, autonomo e distinto da quello sancito dall’asse Pd-Udc.
da Liberazione, 20 febbraio 2010
“Su la testa”,
in teoria e in pratica
di Lidia Menapace
Esce oggi il primo numero di “Su la testa”, la rivista mensile di Rifondazione (e spero anche - col tempo - della Federazione e di un’area di profondo rinnovamento nell’alveo della teoria della rivoluzione proletaria). Questo numero è insieme un numero zero e un numero uno, e perciò devo chiedere venia per possibili imperfezioni di fattura, scompensi ecc.: di questo sono responsabile io, che ho spinto con cocciutaggine assoluta perché le pagine vedessero la luce. I prossimi numeri saranno certamente più accurati.
da il manifesto, 22 febbraio 2010
Capo corrotto,
nazione infetta
di Alberto Asor Rosa
Un fiume di fango corre per l'Italia. Le sue acque sono alimentate soprattutto dal corpaccio immenso e immensamente ramificato dal centrodestra; ma il suo corso è talmente possente e impetuoso che, come suole, ha rotto gli argini e invaso i territori circostanti, quelli del centrosinistra, dai quali, a loro volta, provengono al fiume principale rivoli, ruscelli, scarichi obbrobriosi e maleodoranti (Bologna, Firenze, Abruzzo, Roma, Napoli....). Altro che Tangentopoli!
da Liberazione, 20 febbraio 2010
Lotta di classe e arte.
La rivoluzione pittorica
firmata da Caravaggio
di Roberto Gramiccia
«La storia di ogni società esistita fino a questo momento è la storia di lotte di classi» (dal “Manifesto” di Marx ed Engels). Non saremo certo noi a negarlo. Tutta la nostra vita si fonda su questa verità elementare ma risolutiva. Però…. C’è un “però” ed è grosso come una montagna. Questo “però” va riferito a quegli uomini, non tantissimi, che hanno contribuito – da soli – a cambiare il corso della storia. Fra questi c’è Platone, Aristotele, Alessandro Magno, Gesù-uomo, Spartaco, Giulio Cesare, San Francesco, Giotto, Giordano Bruno, Galilei, Caravaggio, Voltaire, Napoleone, Marx, Picasso, Lenin, Gramsci, Einstein, Che Guevara e altri ancora…
da Liberazione, 21 febbraio 2010
Ri.Rei.: meglio tardi che mai
Circolo “Mario Benedetti Michelangeli” Santa Marinella (Rm)
Come i lavoratori hanno giustamente osservato, il consiglio comunale aperto sui centri di assistenza ai disabili Ri.Rei. del 9 febbraio è stata una iniziativa apprezzabile, ma tardiva. Esso avrebbe dovuto aver luogo nel momento caldo della vertenza (l’occupazione da parte dei lavoratori del tetto della struttura), ossia almeno un mese e mezzo fa. Una nuova delibera regionale d’urgenza della giunta regionale ha prorogato al potente consorzio Ri.Rei. la gestione della struttura di Santa Severa per un altro anno (fino al gennaio 2011), rischiando di lasciare nuovamente le famiglie dei disabili e i lavoratori in balia di un gestore inaffidabile. Il consorzio, come ha spiegato il consigliere regionale del Prc Ivano Peduzzi, intervenuto nel consiglio, è espressione della Lega delle Cooperative e di Comunione e Liberazione e si muove cercando il massimo profitto a fronte di tagli di spesa e di personale. Esso è stato sostenuto trasversalmente in consiglio regionale e trasversalmente osteggiato. A quanto affermano familiari dei degenti e lavoratori, la struttura sopravvive grazie al generoso lavoro dei dipendenti i quali, senza paga da mesi, in assenza del minimo indispensabile (dalle lenzuola ai viveri), assistono coscienziosamente i molti disabili gravi. Malgrado il ritardo, il consiglio è stato un’occasione importante per fare il punto della situazione e per conoscere quale ruolo l’istituzione comunale possa giocare per garantire la continuità del servizio. La gestione Ri.Rei., ha osservato Paola Rocchi, come i recenti tragici fatti di Villa Chiara, sono esemplificativi di quanto la gestione privata dei fondi pubblici nella sanità faccia acqua da tutte le parti: a fronte di ingenti investimenti non si riesce a garantire un servizio di qualità, mettendo a rischio di esubero organici in realtà sottodimensionati. Il Prc sostiene che assai meno sarebbe costata le gestione diretta da parte della Asl, che avrebbe almeno limitato l’odiosa speculazione sulle spalle di disabili e lavoratori. Il Prc ritiene inaccettabile quanto dichiarato dall’assessore al Turismo Claudio Mancino (Pd), che il dovere della regione Lazio sarebbe quello di allinearsi ai tagli voluti di spesa dal governo Berlusconi e mediare tra Ri.Rei. e lavoratori. La Asl, il Comune e la futura giunta regionale debbono invece vincolare Ri.Rei. al rispetto di criteri di servizio ottimali, effettuare controlli frequenti, riqualificare il personale e stabilire l’organico in base alle reali esigenze, ed è questa la direzione in cui il Prc intende spendersi, sia localmente che in Regione. Lasciare carta bianca alla Ri.Rei., come è stato fatto fino a ora, significa prolungare l’emergenza occupazionale e il disservizio.
Comunicato stampa - Nepi, 9 febbraio 2010
Nel giorno del ricordo rinnovare l'impegno antifascista contro ogni forma di razzismo e discriminazione
(Riflessione pienamente condivisa dal Circolo di Cerveteri Ladispoli)
Nel 1920 il futuro dittatore Mussolini affermava: "Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che da' lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani".
In questa affermazione cinica e inumana sta la radice velenosa e tragica delle foibe.
Per venti anni il regime fascista impose alle popolazioni dell'Istria e Dalmazia una violenta forma di colonizzazione ed una politica razziale di discriminazione (obbligo dell'uso della lingua italiana, italianizzazione dei cognomi, deportazioni di massa nei campi di concentramento, massacri della popolazione civile). Da questa condizione di oppressione che semino' odio e rancore ebbe origine il fenomeno delle foibe che, all'indomani dell'armistizio dell' 8 settembre 1943 e nella primavera del 1945, genero' una serie di violenze che portarono all’esodo e alla morte migliaia di italiani.
La celebrazione del Giorno del ricordo puo' essere un importante momento di conoscenza storica e di approfondimento di una delle pagine piu' complesse della storia italiana ma non puo' prescindere da una unanime e convinta presa d'atto delle innegabili responsabilita' che in questa vicenda ebbe il regime fascista. Un regime tirannico e violento che trascino' in guerra l'Italia a fianco della Germania nazista, che fece della discriminazione, del razzismo e dell' oppressione delle persone e dei popoli i capisaldi del suo agire.
Una chiara e incondizionata condanna del fascismo, senza ipocrisie e con la forza della verita', e' la prima e non negoziabile condizione per poter accettare la celebrazione della giornata del ricordo delle foibe.
L’Anpi nel continuare il proprio impegno di vigilanza antifascista e di difesa della Carta Costituzionale, garanzia dell'ordinamento democratico dell'Italia, chiede a tutti i cittadini, le istituzioni, le associazioni, i partiti di impegnarsi perche' siano abolite le norme razziste, schiaviste e squadriste contenute nella legge 94/2009, meglio nota come ”pacchetto sicurezza”; una legge odiosa, che lede i diritti umani dei migranti, e che sta rinnovando il dolore e la vergogna delle leggi razziali di mussoliniana memoria.
Essere antifascisti oggi significa impegnarsi ancora contro ogni forma di discriminazione e razzismo perche' e' proprio dal razzismo e dalle discriminazioni che nasce e si rinnova il fascismo.
Il direttivo della sezione Anpi “Emilio Sugoni” di Nepi
Comunicato stampa - Martedi 2 febbraio 2010
Prc: “Per una Cerveteri migliore, diciamo no al centro commerciale”
Il Prc da sempre è contrario alle ipotesi di costruzione dei mega centro commerciali come quello che è stato proposto in località Zambra. A livello locale, la nostra critica, proviene già dal 1998, quando, grazie alla precedente amministrazione di centrodestra, il commissario adottò una variante al Prg propedeutica al "Patto Territoriale degli Etruschi". Da allora, sotto la cenere, la brace dei "Patti territoriali" è stata sempre alimentata; il centrodestra l’aveva messa pure nel suo programma di governo delle comunali. Per questo motivo, in sede di maggioranza non abbiamo condiviso la scelta monocratica di richiedere una conferenza dei servizi. Il Prc di Cerveteri e Ladispoli è per un approccio politico e di gestione del territorio di alternativa; proponiamo che le scelte sul commercio siano improntate da una seria programmazione di comparto, sulla valorizzazione dei centri commerciali naturali, senza escludere a priori la possibilità per i Cittadini di avvalersi di servizi e di strutture di moderna concezione. Noi siamo per il lavoro sostenibile e rivendichiamo, la nostra funzione di argine nei confronti delle pressioni che strumentalizzano la disoccupazione e che vengono ostentate con argomenti fallaci o retorici. Tutti sappiamo che troppo spesso la conversione territoriale serve piuttosto per conseguire scopi di vecchia politica territoriale che da sempre invece frenano lo sviluppo sostenibile della nostra città policentrica. Tali iniziative "gonfiano" sempre più l’offerta lavorativa e la formazione di professioni, mestieri e specializzazioni anche d’indotto verso le monoculture dell’edilizia edile e della precarietà. Per uscire dalla crisi economica con porzioni maggiori di civiltà sul nostro comprensorio, occorre spingere gli investimenti sulle vocazioni territoriali, sull’agricoltura, sul turismo, sul retaggio storico, sulla valorizzazione del litorale e dei veri fabbisogni; proponiamo quindi maggiore attenzione per un concreto avvio dell’area artigianale e per un serio piano per l’edilizia economica e popolare. Se si dovesse dare corpo ai metri cubi contenuti nel Patto Territoriale, chiamato impropriamente degli "Etruschi" e quasi tutti concentrati davanti a Cerenova, tutto questo sarà compromesso. Occorre limitare alle effettive emergenze della città le logiche concertative, non si può permettere che lo sfruttamento della rendita fondiaria, determini un consumo indiscriminato di territorio agricolo, cioè di un bene che un volta compromesso non è più riproducibile. Da quando governa l'attuale amministrazione, insieme anche ad alle altre componenti di maggioranza, abbiamo sempre sostenuto queste idee e quanto sottoscritto nel programma elettorale: c’è necessità di un nuovo impianto urbanistico di tipo partecipativo; noi siamo per il lavoro nel comparto dell'edilizia armonizzato in un quadro di riqualificazione non solo della città ma anche dei saperi. Da questo deriva la nostra forte e decisa e antica avversione alla variante urbanistica del Patto Territoriale e quindi al centro commerciale a Zambra, di ogni strumento invasivo tendente a stravolgere persino il senso di appartenenza alla città, che congestiona il territorio, che non incrementa i servizi per la collettività. Per questi motivi, raccogliamo la sfida che è stata lanciata nell’ultimo consiglio comunale: proponiamo in armonia con la DG della Regione Lazio n° 86068 del 10/07/07, con la sentenza del Consiglio di Stato n. 2418/2009 (Reg. Dec. N. 7320 Reg. Ric. Anno 2005), e visto il Piano di Gestione Unesco, che il consiglio comunale valuti la possibilità per un percorso di revoca delle delibere comunali di adozione alla variante al Prg. Nel frattempo abbiamo dato il nostro contributo, sottoscritto e protocollato in Regione insieme agli altri partiti della coalizione le osservazioni per mandare a Valutazione d'Impatto Ambientale il progetto di centro commerciale e stiamo anche facendo incontri con le sigle sindacali. Non ci risulta che altri specie nel centrodestra abbiano fatto questo. Rifondazione Comunista è concretamente impegnata per la salvaguardia della nostra città policentrica. Per una città che sappia vivere e rispettare il suo territorio, che conservi le sue peculiarità, che sappia tutelare sia il lavoro che il benessere dei cittadini. Per il bene di una comunità che possiede identità, dignità e aspirazioni che valgono molto di più degli oneri di urbanizzazione previsti nel progetto del Centro Commerciale. Per tutte e tutti noi.
Partito della Rifondazione Comunista Cerveteri-Ladispoli
Comunicato stampa
del Circolo Cerveteri Ladispoli
Cerveteri: raccolta differenziata e zona artigianale
Tutela ambientale e lavoro
In questi ultimi giorni, a beneficio di tutto il territorio del Comune di Cerveteri, hanno preso corpo due cose importanti. La raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta” e l’approvazione della zona artigianale. La prima riguarda una tappa importante non solo sul versante della salute e della tutela ambientale, ma anche della gradevolezza turistica dei nostri centri abitati. “Monte Cupinoro” infatti continua a sovrastare, sia il paesaggio che una parte delle nostre risorse idriche. La nuova gestione dei rifiuti, che per adesso interessa solo il centro cittadino del capoluogo e la comunità di Valcanneto, presto verrà adottata su tutto il territorio. Si tratta di un metodo di conferimento che comporterà una modifica sostanziale delle nostre abitudini e per questo, come accade per tutte le novità, a fronte di notevoli benefici, ci sarà da fare i conti con qualche disagio. Grazie alla raccolta “porta a porta”, progressivamente le nostre strade saranno libere dalla presenza dei cassonetti maleodoranti, da possibili inneschi di incendi, da pericolose esalazioni; non rischieremo di subire sanzioni per il mancato rispetto delle norme nazionali e comunitarie; responsabilmente e a gran voce potremo chiedere agli altri Comuni di adottare lo stesso sistema e la chiusura della discarica nella quale attualmente Cerveteri è uno di quelli che conferisce più rifiuti. Invitiamo quindi tutti i cittadini a sostenere questa iniziativa che è di civiltà e di progresso. L’approvazione in Regione della Variante Urbanistica al PRG per la Zona Artigianale, ci rende molto soddisfatti perché rappresenta l’opportunità per il nostro territorio di avere posti di lavoro specializzati, stabili e che esaltano i saperi. Queste sono scelte che vanno nel senso del programma di governo che, lo ricordiamo, è volto a migliorare la qualità della vita nella nostra città policentrica. Il Circolo del Partito della Rifondazione Comunista - www.rifondazionecerveteri.net, ritiene che si debba continuare su queste basi; nonostante la crisi economica e le penalizzazioni che a livello nazionale il centro destra sta operando in finanziaria sugli enti locali, si possono realizzare cose di buon senso come quelle di cui abbiamo parlato. La crescita può essere sostenuta salvaguardando e valorizzando, senza stravolgerli, il paesaggio e le aree rurali, perché, come ha rilevato la partecipata esposizione dei nostri agricoltori alla prima festa dell’olio, questi sono beni che una volta compromessi non sono più riproducibili.
